Camera Arbitrale



Cosa è l'arbitrato

L'arbitrato (dal latino arbitratus, cioè giudizio) è una procedura stragiudiziale alternativa ai procedimenti di giustizia ordinaria per risolvere liti in materia civile e commerciale. 


Con l’arbitrato l’incarico di risolvere la controversia è affidato  ad uno o a più soggetti terzi rispetto alla controversia, detti arbitri che formano il cosiddetto collegio arbitrale.


Il collegio arbitrale, normalmente formato da tre arbitri, di cui due scelti da ciascuna delle parti e il terzo nominato da una persona al di sopra delle parti, ( per esempio, il Presidente della Camera arbitrale A.N.P.A.R.), giudicano la controversia e la loro pronuncia, che contiene la soluzione del caso ritenuta più appropriata, è detta: lodo arbitrale.


Il lodo è vincolante per le parti e produce gli stessi effetti di una sentenza emanata da un giudice ordinario.



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L'istituto dell'arbitrato è previsto dal Codice di Procedura Civile (libro IV, titolo VIII, artt. 806-840). 

È fatto divieto di ricorrere all'arbitrato per materie relative al diritto di famiglia e per quelle "che non possono formare oggetto di transazione"; in pratica, l'unico vero limite posto all'arbitrato è costituito dall'indisponibilità del diritto e quindi dalla mancanza di capacità negoziale sullo stesso.


Quando scegliere l'arbitrato 
  
Le parti  possono scegliere di affidare la soluzione della loro controversia ad un collegio arbitrale:

·         prima dell'insorgere della lite

direttamente alla redazione del contratto con l'inserimento di una apposita” clausola compromissoria”;

·         dopo l’insorgere della lite

con la sottoscrizione di un apposito accordo detto “compromesso arbitrale”.


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Nei  procedimenti che si svolgono in seno alla Camera Arbitrale dell' A. N. P. A.R., le parti si affidano ad una Organizzazione che ne garantisce il corretto e trasparente svolgimento secondo le regole prefissate in  un apposito Regolamento.